DOPO IL LOCKDOWN SOLO BENI DI LUSSO. LO DICE ANNA WINTOUR

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Anna Wintour, leggendaria direttrice editoriale di “Vogue” e numerosi altri periodici del gruppo Conde Nast, prevede un rilancio del settore del lusso, dopo le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19. Il suo è un pensiero frutto delle lunghe file davanti ai negozi londinesi di Gucci e Dior, che hanno riaperto da poco. La Wintour ha detto: “Stiamo per tornare a nuovi ‘Anni Venti Ruggenti’. La gente è stata chiusa in casa per troppo tempo e ora vuole uscire e spendere. Vogliono viaggiare. Vogliono tornare a vestirsi”.

Concedendo al “Financial Times” una delle sue rare interviste, la regina della moda ha aggiunto che le persone vogliono “godere quel che la vita ha da offrire”. Dal suo punto di vista, i beni di lusso e in particolare l’alta moda, rientrano senza dubbio nel novero dei piaceri più ambiti. Secondo Anna Wintour non si tratta di “essere all’antica” quanto piuttosto di “voler godere quel che la vita ha da offrire“.

E come darle torto. Una vicenda assolutamente da riportare è il caso Hermès in Cina. A quattro mesi dall’esplosione dell’emergenza Coronavirus, sabato 11 aprile, alla vigilia di Pasqua, la boutique Hermès aveva finalmente riaperto i battenti. In un solo giorno, pare che abbia incassato ben 19 milioni di renminbi, ovvero 2,7 milioni di dollari. Mentre a dicembre 2020, il gruppo Lvmh ha conquistato la vetta dei listini di ParigiSecondo quanto si leggeva su Fashionnetwork, il colosso del lusso, aveva battuto un record storico “raggiungendo la maggiore capitalizzazione del mercato borsistico parigino”. Negli ultimi dodici mesi, nonostante la pandemia, aveva segnato un incremento quasi del 22%.

La direttrice di Vogue ha contestato anche l’idea che le riviste Condé Nast siano per un’élite: “Siamo un’azienda che crede nella qualità e nel modo migliore di raccontarla“. D’altronde a dicembre lo storico gruppo editoriale Condé Nast aveva nominato la Wintour Chief Content Officer in tutto il mondoRicopre il ruolo di Direttore Editoriale globale di Vogue e supervisiona Vogue USA dal 1988. La lunghezza del suo mandato si spiega anche con un carattere estremamente determinato e, secondo numerose testimonianze, decisamente difficile. È piuttosto esplicativo nel film cult “Il Diavolo veste Prada”, con Anne Hathaway e Meryl Streep. La pellicola è tratta dall’omonimo libro scritto da una sua ex assistente, Lauren Weisberger.

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