UNA TIARA DEI SAVOIA DOPO 150 ANNI LASCIA LE CASSAFORTI

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Basta aprire l’applicazione, recarsi sul profilo della casa d’aste, selezionare l’ultima collection di storie in evidenza. In pochi minuti ci si scorge nello schermo del telefono all’interno di un antico palazzo e con indosso una magnifica tiara. Il gioiello che illumina la scena altro non è che una preziosa corona di proprietà della famiglia Savoia. Lo sfondo gli interni della Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’iniziativa virtuale è promossa dalla casa d’aste Sotheby’s Ginevra e anticipa la vendita di questa importante tiara all’interno di Magnificent Jewels and Noble Jewels: Part I. L’asta si terrà l’11 maggio 2021, data in cui per la prima volta dopo 150 anni il gioiello lascerà le casseforti di casa Savoia.

La tiara ha come protagonista una perla naturale centrale supportata da una montatura di diamanti rosa. La fascia è composta da un motivo a barre e a grappolo con diamanti cushion che incorniciano undici perle naturali a forma di goccia. Mentre la parte superiore del gioiello è rimovibile e indossabile anche come collana. L’ispirazione è barocca. 

Realizzato da Musy, gioielliere storico torinese che sempre fu molto vicino alla famiglia Savoia, questo pezzo fu creato per Maria Vittoria Carlotta Enrichetta Giovanna dal Pozzo della Cisterna, Duchessa d’Aosta e Regina di Spagna. Nata a Parigi nel 1847, sposò il Principe Amedeo di Savoia il 30 maggio del 1867. Inizialmente non era tra le pretendenti preferite della famiglia Savoia, e in particolare dal capofamiglia Vittorio Emanuele II. Dopo il matrimonio la coppia si trasferì in Spagna, dove restò per soli tre anni. Nel 1873 Amedeo di Savoia abdicò e i due rientrarono in Italia. A soli 29 anni, la Duchessa di Aosta si spense a Sanremo.

Ma come è arrivata la tiara fino a noi? Avendo i coniugi avuto tre soli figli, tutti maschi. La tiara non è mai apparsa in capo a Elena d’Orléans, la consorte di Emanuele Filiberto II Duca d’Aosta. Questo fa supporre che sia stata ereditata da uno degli altri due, entrambi rimasti senza discendenti. Secondo gli storici Re Umberto II avrebbe più tardi acquistato il gioiello dai cugini proprio per evitare che andasse perduto. Dei disegni originali nello studio di Musy a Torino, rimane anche uno schizzo che rappresenta la Regina di Spagna con indosso la tiara decorata invece che da perle da brillanti smeraldi.

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