Una collezione d’eccezione, che nasce dalla velocità, dall’ebbrezza, dalle forme sintetizzate che scorrono davanti ai nostri occhi quando sfrecciamo, liberi e felici, in sella a una moto.
È quello che ha raccontato Manuel Facchini, mente creativa del brand. Trasformazioni di nuance, forme che si allungano fin quasi a diventare schizzi, come murales osservati da dietro una grata di metallo. Ecco la sensazione magica del défilé di Byblos. I suoi colori fanno tendenza: nero, lampone, blu cobalto, verde acqua, corda.
E ricordano, proprio come le geometrie essenziali, un quadro di Mondrian. Righe orizzontali, linee perpendicolari, campiture di colore improvvise, alterante a sorprendenti, morbidissime sfumature. La donna Byblos è l’essenza stessa del 2.0., ma non crediate che nella collezione non ci sia spazio per il romanticismo e la femminilità. La nuova collezione, infatti, è ricca di motivi floreali, reinventati con stampe e decorazioni 3D.
Sfilano tuniche, giacche e abiti che sembrano giardini fioriti. La lana è centrale. Il coprispalla e la stola diventano sculture tricot multicolor. La biker jacket è il pezzo cult. La ammiriamo in numerosi modelli e per tutti i gusti: da quelli più leggeri e romantici a quelli con inserti in ecopelle.
Il bomber è pop: super colorato e si ispira alla street art della Virginia. I mini abiti sono impreziositi da ricami in sparkling eco-leather.
La pelliccia – un genere che amo molto e su cui sono alquanto esigente – è assolutamente top: riletta in chiave ironica, con spruzzate di vernice colorata e metallizzata, merita una menzione speciale. «Per un’estetica frizzante e tecno-bon ton, dedicata ad uptown girl pronte al viaggio più importante della loro vita», dice Facchini. E io con lui.