LA BORSA DI HERMÈS REALIZZATA CON I FUNGHI

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È sorprendente come la moda, oggi, si stia servendo delle tecnologie più avanzate per offrire un nuovo prodotto al cliente finale. Ecco perché, Hermès, si è spinta molto più in là dell’immaginabile, proponendo la prima borsa in pelle di fungo. Victoria bag, è questo il modello che anticipa il percorso sostenibile della griffe francese, è stata realizzata interamente con la pelle di fungo. Un trattamento incredibile sui miceli che ha visto impegnata una giovane azienda californiana, la MycoWorks.

Il nuovo materiale, chiamato Sylvania, è un ibrido tra natura e tecnologia. La Victoria bag di Hermès, nata nel 1997, è oggi realizzata in Fine Mycellium: la tecnologia brevettata da MycoWorks in tre anni di studio e progettazione e con 45 milioni di dollari di finanziamenti. La realizzazione della borsa avviene in due continenti: America e Europa. Infatti una volta prodotta la pelle, il processo di lavorazione del pellame si concluderà in Francia, negli atelier Hermès, dove gli artigiani tratteranno la pelle fissando, infine, il colore.

Potrà in futuro, la moda, dire definitivamente addio alla pelle e pelliccia animale? Probabilmente no ma sempre più marchi abbracciano la filosofia green. Nomi altisonanti come Vivienne Westwood e Stella McCartney hanno irrevocabilmente escluso l’uso della fur e della leather nelle loro collezioni. In Italia, Armani, Prada e Versace hanno abolito l’uso della pelliccia nelle loro collezioni.

Il fungo sarà la nuova frontiera della moda eco-sostenibile? Potrebbe. In Italia, già l’anno scorso, a Montelupo Fiorentino, l’azienda Grado Zero ha realizzato un tessuto alternativo alla pelle, il MuSkin. Una pelle ricavata dal Phellinus ellipsoideus, un fungo parassita (non tossico) che cresce sugli alberi delle foreste subtropicali. Ma non solo. Dalla continua ricerca e innovazione di Bolt Threads, è nato anche Mylo. Si tratta di un materiale ricavato dalle radici dei funghi che vanta tutte le caratteristiche del cuoio, sia per quanto riguarda l’aspetto che le peculiarità tecniche. In seguito il gruppo Kering, ha dato vita al Mylo Consortium, un fondo di investimento che ha l’intenzione di commercializzare al più presto possibile questo nuovo tipo di materiale.

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