FILLER: NUOVO TRATTAMENTO CHE SPOPOLA TRA I GIOVANI

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Il mese scorso, il cantante canadese The Weeknd, ha pubblicato su Instagram un selfie in cui sembra essersi sottoposto a numerosi round di filler viso dermico. Labbra pronunciate, pelle giovanile, sopracciglia ad arco, zigomi e mascella più definiti. Ma sotto quei bendaggi c’era unInstagram Face. Infatti il rapper non è passato sotto gli aghi. Ma si trattava di una protesi per il suo nuovo video musicale, Save Your Tears, vista anche durante la sua performance per l’Halftime Show del super Bowl LV. Un effetto “fake beauty” visto anche durante la sfilata PE20 di Balenciaga, dove il make-up artist Grognar si servì di protesi per gonfiare le labbra alle modelle e accentuare gli zigomi.

Nonostante le diverse circostanze, entrambi sono una testimonianza della nostra ossessione globale per i “ritocchini”. Secondo il sondaggio globale della International Society of Aesthetic Plastic Surgery, nel 2019 sono stati realizzati nel mondo 13,6 milioni di trattamenti non chirurgici. 4,3 milioni dei quali riguardavano filler di acido ialuronico, un aumento del 15,7% rispetto all’anno 2018, e un aumento del 50,6% rispetto al 2015.

Sembra che tutti usino i filler viso, tanto che la domanda per questo trattamento non invasivo sta salendo. Perché? Rispetto alla chirurgia estetica, i filler non sono invasivi, sono reversibili, relativamente low cost, hanno tempi di recupero minimi. A livello social ne è grande promotrice a Kylie Jenner. Vengono persino chiamati “trattamenti della pausa pranzo”. Il risultato è che si sono normalizzati come parte della nostra beauty routine. Ma insieme alla normalizzazione del filler arriva una domanda crescente anche tra giovani e al cosiddetto “Filler Zoom o Teams“. Secondo gli esperti, le richieste di ritocchi al volto dopo il 1° lockdown nei mesi di giugno/luglio 2020, rispetto al 2018, sono cresciute del 20/25 per cento. 

Il lavoro a distanza ha comportato che per ore guardassimo i nostri volti durante le videochiamate. Il fatto di vedersi proiettati nei piccoli schermi, probabilmente a reso più evidenti a noi stessi le tante imperfezioni del nostro viso. Zampe di gallina, piccole rughe intorno alla bocca, doppio mento. Uno dei tanti effetti collaterali della pandemia. La conferma viene da Renato Calabria, chirurgo plastico dei divi con studio a Beverly Hills, Dubai e Milano. «Molte persone, rivedendosi in video, non si piacciono; si fissano sui difetti acuiti dall’età e dalla distorsione ottica apportata dalla telecamera ravvicinata», spiega Calabria.

Il problema non è il filler, il botox o qualsiasi alto rimedio estetico, ma il modo in cui valutiamo noi stessi. Questo perché vediamo le imperfezioni del nostro corpo costantemente da una schermo, dove luce e angolazione possono giocare al ribasso, rispetto ad un occhio reale. E oggi purtroppo il problema  affligge migliaia di Millennials, soprattutto nella generazione Z. Come già si è chiesto il documentario Netflix The Social Dilemma, è possibile uscire da questa visione che ha generato comportamenti compulsivi, disagi emotivi e insicurezza? Non è così semplice, ma finché ci siamo dentro, il modo migliore per soddisfare le richieste di bellezza è farlo nel modo più costruttivo possibile, affidandosi a professionisti seri.

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