RECAP PARIGI FASHION WEEK A/I 21

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Si sono concluse ieri le settimane della moda uomo A/I 21 con l’ ultima tappa Parigi. Inaugurata da Ami la sera del 14 e da Off White la mattina del 15 Gennaio. Tantissimi i nomi che si alterneranno in passerella: da Valentino a Dior passando per nomi di tendenza come Jacquemus, che sfila con la donna e l’uomo, e JW Anderson. Da Balmain a Louis Vuitton a Off White.“C’è chi viene, c’è chi va” ma si contano anche dei grandi ritorni con delle novità: Clare Waight Keller riporta l’uomo Givenchy e Vetements invece va in passerella senza il tocco di Demna Gvasalia. Qui un piccolo recap delle sfilate e delle tendenze con le ultime novità.
Off White di Virgil Abloh ha saputo trasformare lo streetwear in prodotto di lusso anche questa volta, l’attenzione più grande è sempre per le sneakers, anche quando arriva l’occasione di una nuova sfilata e un’intera collezione di abiti, eleganti o sportivi, cappotti e maglioni. Le sneakers uomo di Off-White per l’autunno inverno 2020 2021 sono le Office, in pelle bianca con dettagli verde scuro, ma soprattutto le Air Jordan 5 tanto attese. I completi doppiopetto oversize e i maglioni tutti bucherellati, tramite oblò o ricami larghi che lasciano la pelle scoperta e l’abito “incompleto”, sono un richiamo al nome della sfilata “L’allerta tornado”. I bomber si accompagnano a camicie dall’orlo lungo, come tuniche, che richiamano un capospalla che credevamo dimenticato e che sta decisamente facendo la sua ricomparsa: la cappa. Sia i look eleganti che quelli più decisamente street sono accompagnati da maxi pantaloni palazzo morbidi e ampi quasi come gonne. 


Valentino di Pierpaolo Piccioli è un inno al cappotto e al guardaroba da città, sotto una chiave delicata. Guidato sulla passerella dalla voce incantevole di FKA Twigs, che si è esibita dal vivo indossando un capo in pizzo e una maschera di brillanti presi in prestito dall’ultima couture, il nuovo uomo del marchio ha tutte le caratteristiche di un eroe timido. A raccontarci della sua personalità sono le stampe, che sembrano dipinte a mano e rappresentano garofani, roselline selvatiche, steli di fiori di campo che si concentrano su un’unica parte delle camicie e dei cappotti fino ad arrampicarsi sulla schiena per diventare reali intrecciandosi fra i capelli di chi le veste. I colori sono il nero, il bianco, il marrone e il cammello. Tutto è nei canoni del classico da città. 

Dior di Kim Jones è un uomo elegante e molto formale. I cappotti classici, ben strutturati, portati con camicie lunghe come tuniche, che creano un effetto curioso, tra la haute couture femminile e uno dei grandi classici del formale maschile dimenticato, il frac. L’effetto frac è accentuato dalle coccarde che decorano come grandi medaglie alcuni bomber e cappotti, con i revers costruiti a imitazione delle lance degli smoking. Drappeggi, intarsi, decori preziosi come i ricami o il paisley, e se non fosse chiara l’ispirazione da alta moda, anche dei lunghi guanti da opera, portati sotto giacche, cappotti e maglioni rabboccati, per accentuare le pieghe naturali nei look. La borsa Dior, la Saddle, resa ancora più morbida e pratica per l’uomo.

Vetements, per la prima volta sfila senza la guida di Demna Gvasalia, ma non ci delude. Jens, stivali di pelle e giacconi over size sono i must della collezione. T-shirt con scritte “No social media, thank you “ oppure “It cost $0.00 to be a nice person” sono ironiche e provocatorie. I colori sono base: nero, bianco e beige. I materiali sono pelle, jeans e tanta altra pelle.

Louis Vuitton di Virgil Abloh è semplicemente una sfilata surreale e un tributo dell’ alta sartoria. L’autunno inverno 2020 2021 è sospeso in un cielo azzurro interrotto qua e là da candide nuvole. A varcare la soglia d’ingresso di questa passerella immaginaria c’è una collezione fatta di precisissime proporzioni sartoriali e da look estremamente classici, molto distante dai volumi oversize e dal luxury streetstyle a cui ci ha abituato Virgil Abloh. I must have sono due: Il primo è la rouche, che troviamo a ornare maniche e pettorine di camicie, orli esterni di cappotti e fusciacche che stringono la vita di pantaloni a sigaretta. L’altro è il taglio, fendente come in alcuni capispalla, che lasciando intravedere il colore di ciò che è indossato sotto assumendo un aspetto fragilissimo, oppure a intarsio, per ricreare il logo e il monogramma della maison con un effetto dévoré sulla camicia. Interessanti le scarpe, stringate e mocassini disegnati sul modello delle sneakers, più strutturate le borse per piccoli e grandi viaggi. La palette cromatica è tutta sulle tonalità fredde del ciano, spezzate dal nero, che spesso è anche totale, e da un rigorosissimo fucsia. Per ultimi ci sono i cyborg delle nuvole, con il volto coperto da grandi occhiali da sole con la lente specchiata. Louis Vuitton ha proiettato l’ombra dell’arte surrealista di René Magritte sul suo uomo, che si è fatto improvvisamente asciutto, longilineo e sognante.

Jacquemus crea una collezione Intitolata “Anno 97”. Una co-ed, donna e uomo, che traspone oggi la purezza delle prime creazioni di Simon. I primi look in lino, proposto come materiale anche invernale, sono una dichiarazione di sensualità, con il corpo che si espone grazie a sovrapposizioni di materiali naturali in colori tono su tono, come bianco e crema. Le silhouette sono asciutte, con gonne body-con e micro top per lei, giacche over e pantaloni ampi per lui. Una collezione che “scivola” senza forzature. Il guardaroba maschile continua ad esplorare i pezzi chiave e più classici, come il parka, il caban o il trench. Alcuni pantaloni e pantaloncini sono proposti in nuovi materiali in fibre sostenibili, a cui si accostano denim trattati con sfumature di colori degradé. Il gilet sopra le maglie, come il look beige dal motivo a quadri, la salopette in denim abbassata e usata come pantaloni in combo con camicia bianca oversize, la coach jacket con pantaloni over e berrettino da gangsta rap. Diversi dettagli possono essere trovati sia nel guardaroba femminile che in quello maschile, a partire dai cappotti con spalle e volumi arrotondati, oppure il piumino dal design deciso presentato in lino trattato e con imbottitura creata con fibre riciclate. La moda uomo 2020 ha già la sua protagonista: la borsa Chiquito di Jacquemus. Fra gli accessori più determinanti dello scorso decennio, punto di partenza del trend delle micro bag, è presentata per la prima volta in versione maschile (già parlato precedentemente qui). 

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