John Galliano: Horizons, la retrospettiva che il Metropolitan Museum di New York aveva in programma per maggio 2027 è un sogno sfumato.
L’attesa mostra dedicata al genio creativo di John Galliano è stata cancellata. A condividere la notizia, insieme ai media di settore, è stato lo stesso designer, che in un lungo comunicato pubblicato sul suo profilo Instagram ha espresso la volontà di rinunciare e rivolto un ringraziamento agli organizzatori, facendo nuovamente ammenda per l’episodio avvenuto in passato.
La comunicazione ufficiale del passo indietro sull’organizzazione dell’evento arriva nella giornata di lunedì 31 agosto in seguito all’aumentare delle proteste da parte di molti membri delle comunità ebraiche newyorkesi e internazionali.
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L’origine delle polemiche ha a che fare principalmente con un episodio avvenuto nel 2011, quando Galliano, in evidente stato di dipendenza da alcol, venne dichiarato colpevole dalla Corte parigina per aver aggredito verbalmente delle persone, rivolgendogli insulti di stampo razzista e antisemita. L’accaduto ha condizionato per anni la vita e la carriera del designer, costandogli la perdita della direzione creativa di Dior e diversi incarichi di prestigio.
Nel tentativo di porre rimedio, Galliano aveva intrapreso un percorso di riabilitazione per tornare sobrio e nonostante le ripetute scuse pubbliche, l’episodio ha comportato un allontanamento dalle scene della moda.
Il designer era riuscito gradualmente a riguadagnarsi la fiducia professionale, che in realtà si è sempre meritato, tornato a lavorare prima per Oscar de la Renta e nel 2014 come direttore creativo di Maison Margiela. Pochi mesi fa poi era stata annunciata una capsule disegnata in esclusiva dallo stilista per il colosso Zara.
Ad ogni modo, l’instabilità della decisione del MET era palpabile. Ad accrescere il chiasso mediatico e le proteste è stata inoltre l’infelice coincidenza della data Met Gala di inaugurazione, previsto come da tradizione il primo lunedì di maggio, con il Giorno della Memoria dell’Olocausto e dell’Eroismo, che cade proprio il 3 maggio.
«Dopo aver riflettuto e discusso a lungo con le parti coinvolte ho deciso, con grande tristezza, che il meglio per questa mostra è che non avvenga in questo momento» si legge nel comunicato. «Resto pienamente responsabile per il dolore causato in passato dalle mie parole, in particolare per quello causato alla comunità ebraica e a quella asiatica, rimango profondamente dispiaciuto» precisa il designer.

Il passo indietro sarebbe stato, dunque, voluto in primo luogo da Galliano per evitare un’ulteriore bufera e per tutelare l’operato del Costume Institute e del Metropolitan Museum da possibili recriminazioni. Ma è altrettanto diffusa l’opinione che questa decisione possa essere l’esito di “sollecitazioni” a livello istituzionale.







