DANTE AI TEMPI DEL COVID 19. LA STRAORDINARIA IDEA DI LORENZO E VALENTINA, BRILLANTI STUDENTI DEL LICEO LUCREZIO CARO IN ROMA

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Un’idea nata da un Professore d’italiano che li ha coinvolti per un Concorso per i 700 anni di Dante. Il sommo poeta fatto rivivere in un contesto moderno ed attuale, per raccontare la pandemia. Lorenzo e Valentina, studenti della classe III D del Liceo Lucrezio Caro, hanno elaborato in sole tre settimane di intenso brainstorming, un’idea originale ed assolutamente creativa. Il covid-19 è paragonato ad un moderno Minosse, che decide di suo arbitrio dove saranno destinati i dannati. Li abbiamo raggiunti al telefono per una breve intervista a due.

Cosa vi affascina di più del personaggio di Dante?

Lorenzo: Sicuramente l’aver dedicato la sua vita alla letteratura. E’ stato allontanato dalla sua città natale, alla quale peraltro era molto legato, per dedicarsi a ciò che più amava al mondo: scrivere. Una produzione letteraria imponente alla quale si è dedicato nonostante le difficoltà e le controverse vicende della sua vita.

Valentina: Sicuramente è stato uno dei Padri della lingua italiana; i suoi canoni e princìpi sono stati fissati da lui e da altri suoi contemporanei, quasi mille anni fa. E poi la qualità e quantità di opere scritte in un periodo così relativamente breve.

Quanto è attuale, a vostro avviso, la figura del grande poeta?

Lorenzo: Nella Divina Commedia, non possiamo trovare un qualcosa che non sia importante ed attuale, anche oggi. Adattare le sue rime ad un contesto contemporaneo, che è ciò che abbiamo fatto Valentina ed io, è stato possibile proprio per la grandezza ed attualità delle sue parole.

Valentina: L’attualità della “Divina Commedia” è un dato di fatto, sia per motivi etici che letterari.

Come avete vissuto la pandemia?

Lorenzo: Sicuramente per noi studenti è stato un periodo particolarmente difficile. La didattica online ha rivelato fin dall’inizio tutte le sue carenze, per lo più legate ad un evidente gap tecnologico. Essere connessi da tutta Italia su pochissime piattaforme, con innumerevoli problemi di connessione è stato frustrante. Dal punto di vista psicologico è stato difficile conciliare la presenza online per assistere alle lezioni con la necessità di restare connessi anche nelle ore pomeridiane, per visionare il materiale didattico di approfondimento inviato dai professori. A docenti e studenti è stato richiesto uno sforzo particolarmente impegnativo, al quale non eravamo preparati. Per noi liceali la mancanza di sport e di interazioni individuali creerà a mio avviso molti contraccolpi, sicuramente da un punto di vista psicologico. Siamo totalmente dipendenti dai telefoni e dalla tecnologia, con ripercussioni veramente inimmaginabili.

Valentina: All’inizio ho vissuto la quarantena quasi senza rendermene conto, poi dopo circa un mese le conseguenze psicologiche sono state difficili. Sicuramente mi ha aiutato il fatto che nessuno dei miei familiari ne è stato colpito. Ad oggi sono fiduciosa e sono in attesa che si risolva presto.

Quale è il ricordo più pesante degli ultimi due anni?

Lorenzo: L’assassinio di George Floyd negli Stati Uniti. I disastri ambientali in Australia ed Amazzonia. Due incendi quasi passati inosservati, nel delirio di notizie che si rincorrevano circa la pandemia. Dobbiamo a mio avviso continuare a tenere alta l’attenzione sul mondo e anche su ciò che è geograficamente lontano da qui. L’ambiente per noi giovani è una grande priorità, ed è importante che lo sforzo di grandi attivisti come Greta Thunberg non sia vanificato. E’ prioritario che la nostra generazione continui a raffrontarsi su temi così importanti come l’ambiente, proprio perché si tratta del nostro futuro.

Valentina: L’arrivo del Covid che ci ha lasciato spiazzati, il discorso del Papa in una Piazza San Pietro vuota, sotto la pioggia, l’ho trovato particolarmente commovente. E poi il panico negli ospedali, le scene in televisione della lunga fila di camion che da Bergamo, trasportavano le salme verso il cimitero. Poi avvenimenti personali, e sicuramente l’esplosione a Beirut in Libano questa estate, la guerra tra Azerbaigian ed Armenia per il territorio conteso del Nagorno-Karabakh , il colpo di stato in Birmania , il genocidio degli Uiguri in Cina con l’Europa e l’ONU che hanno chiuso gli occhi su questa grande emergenza internazionale. Poi le minacce di Erdogan alla Grecia, proprio alle porte dell’Europa; pericoli ed emergenze, innanzitutto umanitarie, molto vicini a noi e che eppure sembrano essersi consumate nell’indifferenza generale anche delle tante Associazioni ed Istituzioni che dovrebbero essere deputate al controllo ed al rispetto delle democrazie.

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